Facebook, il nuovo stalker?

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Molti di noi avranno notato che scorrendo il feed su Facebook o navigando su qualsiasi sito, stranamente appaiono pubblicità attinenti ad oggetti che si sono menzionati in conversazione. Facebook ha sempre negato di violare la privacy degli utenti, anche se molti sono convinti del contrario.

John Pracejus, professore dell’Alberta School of Business ed esperto di marketing e comunicazione, afferma che le persone sottovalutano i colossi tech, i quali in futuro avranno algoritmi in grado di indovinare a cosa si sta pensando.

“Le TV, i telefoni attivati dalla voce ci sentono e non si sa quanto di ciò venga poi registrato, trascritto, archiviato o utilizzato per scopi pubblicitari”, afferma Pracejus.

La società afferma che nemmeno Instagram e WhatsApp hanno accesso al microfono del dispositivo tranne che nei casi in cui l’utente dà l’autorizzazione all’app e quando si utilizza molto una funzione che richiede l’audio.

“La privacy è un diritto umano, dobbiamo assicurarci che quando usiamo i dati controlliamo la situazione. Abbiamo la responsabilità di creare fiducia nella tecnologia”, ha detto Satya Nadella, il Ceo di Microsoft.

Allo stato attuale non sappiamo con certezza se Facebook possa spiarci o violare la nostra privacy, nel dubbio possiamo sempre chiudere l’app facendo il logout.

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