Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro dell’interno, decide di fare una “ricognizione” sui rom in Italia attraverso un censimento.

Dopo aver accentrato su di sè complimenti ed insulti per la storia dell’Acquarius, Salvini ha deciso di confermare il “pugno forte” dell’Italia in tema di stranieri irregolari e questa volta sembra fare sul serio. La questione è particolarmente delicata in quanto una c.d. “schedatura” della popolazione rom potrebbe rievocare ciò che nel Secolo scorso sono state le politiche adottate nei confronti degli ebrei da parte della Germania.

Parole forti o cruda realtà?

L’Italia certamente negli ultimi anni ha avuto molti problemi con questo tema, causati soprattutto da un’Europa che adotta la politica dello “scarica barile”, di cui il nostro Paese ha interpretato il ruolo della parte debole. Una riforma a livello europeo risulta necessaria, soprattutto per dare asilo a gente che ne ha veramente bisogno, ma l’Italia non può essere lasciata sola.

La politica adottata dal nostro ministro dell’interno è causata dalla volontà di dimostrare all’Europa che anche l’Italia è un paese forte e sa dire di no?

Salvini in una sua campagna contro l’immigrazione

Difficile rispondere a tale domanda, ma certamente i modi di azione di Salvini non sono esenti da critiche. “Al Ministero – ha dichiarato a TeleLombardia Matteo Salvini – mi sto facendo preparare un dossier sulla questione rom in Italia, perché dopo Maroni non si è fatto più nulla ed è il caos. Dobbiamo fare una ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti, ossia rifacendo quello che fu definito un censimento, facciamo un’anagrafe”. Sulle soluzioni il ministro dell’Interno è stato chiaro: “i rom stranieri irregolari andranno espulsi con accordi tra gli Stati”. “I rom italiani – ha concluso Salvini – purtroppo te li devi tenere a casa”. 

Solo il tempo ci dirà se queste azioni avranno ripercussioni negative o positive, sia a livello europeo sia a livello interno.

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