Abbiamo provato al day one il titolo del momento: State of Dacay 2, secondo capitolo della saga. A differenza del primo, qui avremo la possibilità di giocare in multiplayer, facendoci aiutare nelle missioni più ardue.

GESTIRE UNA COMUNITÀ

Inizialmente ci verrà presentata la scelta di una coppia di personaggi, ognuno con caratteristiche abilità, che saranno la base di partenza per tutta la nostra avventura. Lo “scopo” è quello di gestire una comunità di sopravvissuti ad un’apocalisse zombie. Il più classico degli scenari. Ma proprio qui arriva la vera difficoltà.
Non ci troveremo semplicemente a fare i conti con un’infestazione di z, ma dovremo tenere unita e viva la nostra combriccola di personaggi. Dovremo infatti fare i conti con la fame, la stanchezza, necessità di avere materiale da costruzione e cure mediche.
All’interno della nostra base potremo costruire laboratori per migliorare e riparare le armi, un’infermeria per curare i nostri malati, un orto per sfamare i rifugiati ed aggiungere altre piccole migliorie.

ATTENZIONE AL MORALE

Mantenere alto il morale tra i membri della comunità sarà fondamentale. Il morale basso porterà ad un malcontento generale. Si può far cadere un personaggio in depressione! Oppure, qualcuno potrebbe decidere di allontanarsi dal gruppo e andare per la propria strada. Sono diversi i fattori da tenere d’occhio.
Quel che si può dire è che non sarà semplice soddisfare i bisogni di tutti, soprattutto nelle fasi iniziali di gioco, quando avremo necessità di tutti i beni primari.
Svolgere un’impresa comporterà al personaggio utilizzato un aumento di influenza, ovvero una caratteristica utilizzabile per conquistare altri avamposti o gestire meglio le relazioni con gli altri personaggi. Si arriverà al punto in cui sarà possibile decidere chi dovrà essere il leader della comunità.
Potrà capitare che gli stessi membri del nostro gruppo vengano infettati dal virus. Dovremo allora cercare una cura, oppure… ucciderli! Non sarà certo una scelta facile, ma potrebbe essere necessario.

ATTACCARE GLI INFETTI

Andando in giro per svolgere le varie missioni, ricercare risorse e incontrare altri sopravvissuti (con cui potremo intraprendere avventure, commerciare o ricevere consigli) dovremo ovviamente avere a che fare con gli zombie.
Come già preannunciato, avremo la possibilità di attaccare ed uccidere gli infetti in modo stealth (se siamo noi ad avvistarli per primi!) oppure… buttarci nella mischia a rotta di collo!
Incontreremo diversi tipi di infetti, da quelli che camminano per fatti loro, agli urlatori (che, per l’appunto, inizieranno ad urlare prima di attaccarci, richiamando orde di zombie su di noi), ai tumefatti (pieni di gas… da attaccare rigorosamente a distanza!).
Potremo debellare l’infestazione di una particolare zona, in cui vogliamo ricercare materiali o che vogliamo aggiungere al nostro avamposto, distruggendo il “nucleo” che impone la presenza degli zombie in quella zona.

Insomma, un misto di gestionale, survival, open world e gioco d’azione che richiederà il massimo impegno per sopravvivere il più possibile.
Ah, una volta che un personaggio muore… resta morto. Non c’è la possibilità di respawn, quindi fate attenzione!

Purtroppo non mancano i bug, per questo titolo lanciato, forse, un pò troppo presto sul mercato.
Già all’avvio diversi utenti hanno riscontrato problemi con l’interfaccia iniziale, i personaggi tendono a compenetrare gli oggetti, in certi casi rimanendovi intrappolati e con l’unica scelta possibile di chiudere e riaprire il gioco.
Il frame rate risulta abbastanza stabile e i requisiti hardware richiesti, seppure non siano bassi (parliamo ovviamente della versione pc) permettono di giocare abbastanza bene anche su un pc di fascia media come l’HP serie Envy su cui è stato provato (processore Intel Core i7, scheda video Nvidai 960m, 16Gb di Ram) a discapito, ovviamente, di dettagli ed effetti grafici. Ma anche con un livello di dettaglio più basso, il gioco rende molto bene, visivamente.

Non resta che provarlo di persona. Siete pronti ad affrontare gli zombie mentre cercate di mantenere la sanità mentale?

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